venerdì 20 giugno 2014

in crociera nelle Cicladi con Averroè





allora siamo rimasti che avevo, alla partenza, tutte
le solite angosce di chi lascia un posto amato e tanti altri affetti, specifico soprattutto a quattrozampe, strappi che si ripetono tutti gli anni, e sempre aumentano (chissá perché, dice che é normale). Alla fine ho ceduto, la voglia di ricongiungimento con Acquacheta, che é una plia, anche se dotata di una grande anima, ed il capitano, che di zampe ne ha due, ha avuto la meglio e quindi si vola, poi ci si imbarca su un megatraghetto e poi si arriva a Leros ed é subito Grecia

l'attesa del traghetto a Lakki, nisis Leros

Lo riconosco: se in Grecia ci arrivi con la tua barca é un'emozione diversa. Non scorderó mai l'attracco ad Argostoli, dopo due notti e due giorni di navigazione da Roccella Ionica, l'ubriacatura del mal di terra, quando, appena fatta l'ultima gassa, scesi per le impellenti necessitá della sfinita Greta, e tutto mi pareva così incredibilmente bello, e così bello certo non era, polvere, sporcizia, caldo terrificante, ma ero in Grecia, dove volevo stare a lungo, con Acquacheta, Domenico e Greta ed era una magia, come magica apparve la poliziotta, sosta obbligata per l'ingresso e per il Depka "ahhh furbi italiani, 9,99 niente depka siete liberi".Adesso é diverso. Si arriva a Leros e siamo a casa, é diverso, ma sempre magico.
Leros non é turistica, non la rappresentano nelle cartoline, almeno Lakki, i negozi non hanno insegne e se ce l'hanno sono piccolissime, devi guardare dentro per capire cosa vendono, ma é molto vera e io ci starei tutto l'anno, se non fosse per tutto il resto. E a casa ci siamo per davvero , Manolis e Rosa ci trattano come due figli nella loro taverna che non c'é, non si vede, la devono ancora inaugurare, e allora si mangia sul porticato davanti al salotto, quello che ha cucinato Rosa, che fa conversazione con noi in greco e incredibilmente ci si capisce, sembra di essere stati catapultati in un'altra epoca di cui conservo ricordi infantili in biancoenero. Brava Rosa, ti affido il capitano ad agosto perché quando non ci sono io lui mangia un monte di schifezze.




Non divaghiamo
Anche l'accoglienza di bordo devo dire che non é stata male

ciao topona !! (riferito a quella delle due che non é bionda)

ho trovato anche dei poster futuristi appesi ovunque, anche sul quadro elettrico, di cui questo é solo un esempio (il capitano é un tipo creativo)



A cena gli ultimi ragguagli che, da fifona quale sono diventata con il progredire inverso della gioventù, mi mettono in apprensione (un'altra volta, e basta, ci hai stufato): hanno dovuto smontare l'elica, xché dovevano cambiare un'anodo tutto bucato (non quello solito) e quando l'hanno rimontato la marcia avanti mandava la barca indietro e la marcia indietro mandava la barca avanti, e sì che si dice che a Leros lavori non van fatti fare, figuriamoci smontare un'elica! ma la barca era su e l'anodo andava assolutamente cambiato e quindi su e giù tre volte ed ora l'elica che prima girava a sinistra ora gira a destra mah é un mistero non va bene ma non ci voglio pensare. e poi il povero Averroé, il fiocco donato, perché ad un fiocco gli devi dare assolutamente un nome, é un amico, e te lo sei amorevolmente portato come unico bagaglio in aereo dentro ad uno zainetto. Averroé è capitato in mani di un tendalinaio, non di un velaio, xché c'era da rifare l'inferritura e andava un po' accorciato e lui, dice, quando dopo due giorni é venuto a prendere la misure non aveva neanche il metro, solo un cordino, uno dice ganzo, ma ha sbagliato tutto e quindi non é ganzo, è solo approssimativo eppoi la cima dentro era troppo grossa che quando abbiamo provato a tirarlo giù siamo dovuti andare in testa d'albero e lui a dire che non era colpa sua ma era un problema "apamu" (in alto, penso) e non era vero per fortuna aveva sbagliato lui punto.
meno male che lui é uno e il mondo, anche la Grecia, è pieno di altro, come Nicholas che dirige il marina e ha messo a posto il tendalinaio, ora Averroé naviga, e devodire anche benino, non é stato possibile testarlo da leros a levitha, l'isola delle capre e dei pescatori perché eravamo in quasi calma di bento, poi la mattina dopo un bel temporale di acqua e dabbia del deserto si è detto, venti da sud, approfittiamone e andiamo ad nordovest, guadagnamo sul meltemi che si sa prima o poi arriverá

Levita in calma di vento




ed eccoci qui a dhenoussa, ormos noussa, con venti da sud ovest va benissimo e siamo sooooli, anche se per un attimo, perché arrivano piccoli pescherecci ad aspettare di ritirare su le reti. l'ancoraggio è ottimo, l'ancora si aggrappa bene nella sabbia, che rende l'acqua di un colore turchese. nessuno, a parte noi (e i due peschereccini). La notte comincia a fischiare tra le montagne e sembra venire piú da nord, hai visto mai che domani possiamo far lavorare Averroé. Paros o Mikonos? vedremo, la notte porta consiglio


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1 commento:

  1. Che bello avere vostre notizie!!! Solita sfiga prima della partenza ma solita voglia di avventura... che spettacolo! E che accoglienza hai avuto Ale! A parte il mare stupendo, dalla Rosa si deve mangia' da Dio; troppo bellina la locanda. Tu continua il post che ci fa essere un po' con voi pur lasciandovi nella vostra anelata solitudine...
    io vi abbraccio forte forte, a voi e anche ad Averroè che mi garba un sacco, da qui dove il tempo non è un granchè e di sicuro non c'è il mare, sigh!
    Tanti baciiiiiiiii!!!!!
    Barbara

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