mercoledì 23 luglio 2014

l'accoglienza:"l'avvolgente abbraccio di una antica, elegante signora" Astipalaia. blognovela in 2 puntate. seconda e ultima (pfiuu) puntata.


Un luogo, per essere accogliente e per farti sentire veramente a casa, deve possedere una Taverna degna di questo nome. Si perchè quando l'hai individuata, quella giusta, fai amicizia con i proprietari, le cuoche, i camerieri, i lavapiatti, che solitamente fanno parte tutti della stessa famiglia e, semplicemente, ti siedi, e non cerchi nient'altro, perchè tanto, loro, i familiari, ti tratteranno benissimo ed ogni sera ti faranno sperimentare pietanze diverse, cucinate con amore.
questa è la Taverna di Eleni, non ricordo il nome del locale, ma tanto è inconfondibile, perchè l'unica con i tavolini sulla spiaggia, in faccia al molo e quasi (diciamo spostata un po' più a Nord) alle prue delle barche


Eleni è una meravigliosa signora di 84 anni, che parla un italiano fluente e ricco, avendolo imparato a scuola durante la Guerra e l'occupazione Italiana del Dodecanneso, vispa e lucidissima. Pur avendo sempre lavorato tanto, ancora non si sente in pensione e aiuta le figlie (64 e 60 anni) nella conduzione della taverna. E' per me stato un piacere immenso andare, nel pomeriggio, alla spiaggetta, con il mio asciugamanino da spiaggia (mai usato durante tutta la crociera), e stendermi al sole, rigorosamente di schiena perchè, si sa, in barca le gambe dietro rimangan bianche, a meno che non ti spiaccichi a prua tipo polena, ma non è il mio stile e poi io a bordo ci ho sempre da fare, e tempo per stendermi non lo trovo, insomma a stendermi in spiaggia insieme alle mamme greche e ai bambini festosi e alle coppie che momrmorano tra loro in maniera complice. Si, ma ad un certo punto, alle quattro del pomeriggio, appena vedevo comparire figurette femminili sotto al loggiato, andare lì, prendermi una fix e chiedere: " Eleni???" e subito Eleni, dopo il riposino, in arrivo, a sedere al suo tavolino, e con lei le figlie, cuoche, e la sorella, che non parla italiano, ma inglese benissimo, perchè per tanti anni ha vissuto in America. e mettersi a sedere anche io, al fresco, e tra donne abbiam parlato, per interi pomeriggi, di tante cose, in italiano, in inglese ed in greco. Di madri, di figli di nipoti, di zie e di sorelle, della vita e delle scelte che tutti abbiamo fatto, delle disgrazie e delle cose belle che ci son capitate. Come essere in pensione nelle nostre spiagge quando ero bambina, insomma. e da allora io sono stata Alèxia ed il capitano Kiriako, e ci siamo sentiti, per qualche giorno, un po' greci anche noi.




Stasera cosa vuoi mangiare Alèxia? Mah, ho un po' di nausea oggi, hai barbuni??? (triglie). si si, vieni a vedere, te le faccio come le ho mangiate io a pranzo, leggere, grigliate, con una salsa olio e limone

e per contorno patate lesse, che ti fanno bene allo stomaco, sei magra, devi mangiare, te le insaporisco con le mie cipolle, che non fanno male, le digerisci bene


e Kiriako, tuo marito, che mangia, lui sta bene vero???
sisi Eleni, scatenati
avrei del capretto in umido, di qui, nostrale, può andar bene????
Senza consultare il capitano mi butto " ma certamente Eleni, perfetto"

pensare che in questa taverna, dopo qualche anno in Grecia, un giorno son riuscita anche a mangiare la Mussakà  che di solito è per me un mattone incommestibile. Ma l'aveva cucinata Eleni in persona, e mi sono fidata, e ho fatto bene.

e poi se stai qualche giorno su un molo, piccolo come questo, si diventa una grande famiglia. sia a dritta che a manca avevamo barche con a bordo coppie greche, gommonauti, i più maturi, e velisti, i più giovani, e devo dire che sentirmi più volte chiamare Alèxia dalla voce di Nicholas mi ha dato un certo turbamento (si, mi ero indispettita con il T. Rex nella precedente puntata, e Nicholas era sicuramente all'altezza, ma : a) io amo il T. Rex.   b) Nicholas aveva giovane compagnia e la lotta , anche se non persa in partenza, sarebbe stata faticosa, e io son per la conservazione dell'energia, nel senso, quando serve veramente, ce la devo avere a disposizione.

comunque a Nicholas ho fatto omaggio di questo scatto, rubato dalla chora, perchè lui aveva noleggiato un motorino, mentre io ero a piedi, eppure, non aveva colto queste immagini, le differenze, tra Noi e Loro (per la cronaca noi siamo quelli con la barca a vela più piccola, vicino ai gommoni, e lui è accanto, non dico il doppio ma quasi), e i gommoni degli altri amici Greci. Dove sarà andato con quel motorino? alla chora, mi ha detto. beh, sono contenta di avergli mandato queste immagini.

allora c'era il forza sette, e noi avevamo prudentemente calato due ancore, anche perchè non abbiamo in dotazione chilometri di catena (ma ad agosto si comprano, perchè qui possono servire). Nicholas lo sapeva, gli abbiamo reso confortevole l'ancoraggio mollandogli la cima della seconda. e da bravo marinaio, si è subito preoccupato di dirci: " se volete andare via prima di me vi prendo sulla mia prua la cima della seconda" e noi .... noooo non ti preoccupare, andremo via sicuramente dopo di te.
Ed invece siamo andati via insieme, lui un attimo prima e noi un secondo dopo. La mattina arriva una specie di marine con occhiali a specchio e anfibi ai piedi che, dopo aver detto educatamente kalimera, per richiamare la nostra pigra attenzione, ci ha avvertiti del fatto che entro mezzogiorno il porto doveva essere vuoto, per ospitare le barche di una regata. E meno male che il giorno prima il suo collega senza occhiali a specchio e senza anfibi, che tra l'altro ci ha fatto pagare lo stazionamento di due giorni invece di quattro (ma forse si sentiva in colpa, così, preventivamente) aveva annunciato che sarebbero arrivate tante barche, ma c'era tanto vento e noi, che eravam piccini, potevamo stare in porto, perchè la sicurezza è avanti a tutto. 
Diciamo così: ci han cacciato, non è bello, però non era più forza sette, era un po' (poco) diminuito. Il mio enorme stupore è stato vedere Nicholas avvicinarsi alla nostra scaletta e chiedere:" e ora dove andiamo Alèxia?" Bah, ho detto, a Maltezana, ma non lì proprio, accanto


e dopo un'oretta di flutti e spruzzi, il molo si è ritrovato tutto lì, a far baldoria


era destino che dovessimo passare in rada almeno una notte, in questa meravigliosa isola!
Alèxia
Kiriako




domenica 20 luglio 2014

l'accoglienza:"l'avvolgente abbraccio di una antica, elegante signora" Astipalaia. blognovela in 2 puntate. prima puntata.


Due tizi arrivano ad un certo punto di una navigazione e dicono:" beh, oggi qui, domani là; c'è il fortunale in previsione? No, ecchissenefrega, son stanco e tu amoremio? Sisi tesoromio, facciamo uno stop, approvo. È normale in una crociera che, almeno è previsto, deve durare qualche mese, come anche è normale nella vita che, si spera, duri un po' di più. Ad un certo punto, ubriaca di emozioni, paesaggi, avvenimenti, incontri, e tutt'eccose, ti vien voglia di piantare le tende, i tendalini, i lenzuoli che hai in dotazione, fare cuccia, insomma, e farti coccolare dal profumo della terra. In fondo siam marinai di campagna, noi. E a volte si può essere molto fortunati se, in concomitanza di questa vogliolina campestre che si insinua dentro e alla fine ti pervade fino ad essere insistente, la prua incrocia il profilo di un'isola che si chiama Astipalaia, che, pur avendo le sembianze note di una farfalla, c'è, esiste e non svanisce quando ti avvicini. Non è un'utopia, per fortuna.


Astipalaia è bellissima (si, una novità, ho forse mai detto di un posto che ho visitato quest'anno, che era brutto??), 





tu ti trovi nel porto, vai alla spiaggetta a farti un bagno.... e lei ti avvolge, ti avviluppa tutto nelle sue spire. Si ma guarda che il T. Rex è un po' legnosetto, non ti conviene, Asti. Mirella, Mamma, non sembra il commissario Montalbano in pensione e con i capelli????
 Carino però, quasi quasi lo sposo!




Giá, la minuscola spiaggetta, davanti al molo. La Grecia è stracolma di spiagge splendide, e questa obbiettivamente è un po' anonima, tutti sassi grigi,  stretta e corta. Il mare è comunque limpidissimo, e poi c'è un'atmosfera...... greca, che altro. pulitissima e frequentata da festanti famiglie, tutte greche, e bambini, e ragazzi. c'è allegria spontanea, gioia, e molta educazione, anche nella pesca. Brravo Brravo,  dicono gli amici al ragazzino che in 1 metro d'acqua ha preso un polpo, così, magari perchè si è perdutamente innamorato del suo piede. Allora il tempo di pavoneggiarsi un po' con i più piccini e con le mamme ( lui era molto incavolato e spruzzava nuvole nere) e poi via, in acqua, sei piccolo e fortunato, è ancora presto, non ti si mangia.













La Chora, il castello, non le descrivo neanche, le immagini parlano da sole, e scegliiere quelle più significative, per me ovviamente, è stata un'impresa.


beh, una veduta dal castello ci stava

Ovviamente il tutto in solitudine perchè il T. Rex, con la scusa che c'erano 30 nodi, è rimasto in barca.
ma allora che cosa le abbiamo messe a fare due ancore??? e poi a destra ci abbiamo Nicholas che ha buttato giù 80 metri di catena (ad averne, anche noi), a sinistra i due gommonautici greci morbidissimi, di che cosa ti preoccupi.??? e poi ci porta su il bus, mica si va a piedi??? - ho azzardato io

si ma devo pulire per i nipotini- aha allora....

Lei (cioè io) lo strozzerà, se ne andrà con un altro???? il seguito nella seconda (e per fortuna ultima) puntata










giovedì 17 luglio 2014

Le piccole.... seducenti come bignoline alla crema


Non sono golosa e questo è un dato di fatto. Ma i bigné alla crema, quelli piccoli piccoli, per esempio, come fa una pasticceria di Montespertoli, me ne mangerei uno dietro l'altro, fino a scoppiare. Queste isole a sud di Naxos, che chiamano le piccole cicladi, mi hanno fatto lo stesso effetto. prenderne più che si può, sbafarle, insomma.


frammenti di Sardegna sparigliati nell'Egeo, la Sardegna di Capo Malfatano, Capo Zafferano, Kia, intendo, quella per me più bella in assoluto, ma anche dell'arcipelago della Maddalena, per i miei gusti (nautici) ormai da scansare come la peste bubbonica.




queste foto sono state scattate a Kufonissi, l'unico posto in cui mi é stato concesso scendere a terra con la macchina fotografica, quindi non a nuoto, dal mio amato Tirannosaurus Rex a cui fa fatica gonfiare il gommino, e io non ce la faccio perchè anche per me è faticoso e poi sono una donna e poi forse anche a me non importava poi così tanto, mi bastava riempirmi gli occhi di quello che potevo vedere standomene seduta in barca.


Questi sono invece scorci di Iraklia e Skinousa, che me le son viste così, o girandogli intorno, oppure raggiungendo le spiagge a nuoto ( si ma scalza dove vai?? mica lontano)




Comunque non siamo in Sardegna, bensì in Grecia, come possono testimoniare queste immagini, semre Koufonisi (sono a terra!!) sembra di essere ritornati in un'Italia insulare di trenta anni fa, forse anche più, e a me che sono nostalgica, piace.


alla manovra di attracco nel porticciolo di kufonissi, il ragazzo agli ormeggi, prima di prendermi la cima, si è affrettato a dirmi: "signora, questo porto è a pagamento" e io gli ho risposto ne ne, lo so. 17 euro con corpo morto, acqua e luce e il meltemi di poppa,  vaglielo a spiegare in Sardegna, aiutooo un 50 piedi sta ormeggiando accanto ad Acquacheta, corroo




Il turismo è comunque arrivato anche qui ed almeno tre traghetti veloci e catamarani enormi al giorno scaricano un monte di gente, soprattutto ragazzi. Infatti nel paese è tutto un fiorir di nuove costruzioni, per accogliere questi sciami gioiosi, sarà bene? Sarà male? Non esagerate, per favore, si può vivere dignitosamente anche se invece di cinque appartamenti se ne affittano soltanto due, non sciupate questa bellissima isola, che poi alla fine anche i turisti diventano meno


ecco a Skinoussa ho visto una cosa che neanche in Sardegna avevo mai visto, in trent'anni di onorata carriera, essai che lì, almeno una volta, si davan da fare in questo senso. Una baia, una villa con vista mare e nave privata (attraccata alla boa), proprio sotto! e loro in casa, e la nave illuminata a festa con sopra solo due marinai. In certi momenti mi viene proprio da pensare che un po' di redistribuzione globale della ricchezza ci vorrebbe. Mi indigno a pensare che si preferisce stare nella villa e andare sulla nave solo per farsi scarrozzare sulle moto d'acqua. Possedere troppo no fa godere quasi più nulla, così la penso



ma anche a questa bellezza dobbiamo dire arrivederci e piano piano allontanarci, facendo quasi finta di nulla, se ci si comincia a fermare troppo si diventa pigri e questo, in barca non è quasi mai consentito, e poi tutto sommato, si va incontro ad altre bellezze

ventolino arzillo da Nord, finalmente, dopo l'accenno di temporale(!) di ieri, si vola via, verso sudest, come i gabbiani, ma questo è difficile farlo, loro sono più bravi.
 


sabato 12 luglio 2014

Ancora Sifnos e poi Paros. Abbaglianti!



Sará che é Luglio ed io non ero mai stata in Egeo in questo mese in cui il sole é altissimo nel cielo e dà il meglio di sè, ma sono rimasta quasi accecata dalla luce e dai riflessi che sprigionano queste isole, incantevoli entrambe, anche se tra loro diverse.


dopo aver lasciato l'ambra ed il rosa di Milos, questa é la chiesa del borgo di Apollonia, 

davanti a cui il traghetto ci ha fatto cenno di andare ad ancorare ( proprio di fronte ad un cartello di divieto di ancoraggio per presenza di cavi sottomarini, ma quando ce ne siamo accorti era ormai troppo tardi) perché lui é grosso e il porto é piccino e quando deve fare manovra con il meltemi ha bisogno di un sacco di spazio, bene, dopo questi colori il venticello da sudovest ci invita a tornare a nord, nella bella Sifnos. Cambiamo baia, non si torna a Vathi, più esposta con questi regimi, andiamo a vedere Platis Yialos, dove abbiamo letto che é stato ultimato un piccolo porto.





E infatti é vero, il porto c'é e va benissimo con questo vento da Sudovest, mentre non credo altrettanto  per quel 40-50 che pochi giorni prima Vathi ci aveva permesso di superare. tra l'altro qui le ancore non tengono nemmeno tanto bene, in rada non é il massimo, ed invece il porticciolo é dotato di corpi morti.

per inquadrare il porto il capitano si imbatte in questo incontro


e fotografare alexandra con il suo babbo é stato proprio cedere ad una tentazione


Il luogo é incantevole, il turismo é prevalentemente greco e la sabbia luccica di minerali

anche l'acqua del porto non é male, fa molto caldo ed è impossibile resistere

Come sempre mi innamoro della maggior parte dei luoghi dove Acquacheta ci conduce, ma il soffermarsi troppo non fa parte dello spirito del navigante, quindi via, la prua in un'altra direzione, si va a Paros
la bella baia nella parte nord dell'isola, piena di ancoraggi, per quasi tutti i venti, satura di chiese,quelle sugli scogli in mezzo al mare




e quelle in mezzo ai palmeti, lungocosta


e quelle in mezzo agli immancabili fili della corrente (altrimenti non saremmo in grecia), la cattedrale del paese di Naussa, bellissima.


Nel paese trova ospitalitá anche il piccolo marina , protetto da un molo che costituisce la continuazione di un vecchio forte, credo veneziano, e qui una sosta é di obbligo, anche perché i venti son sempre da ovest-sudovest, e non si dovrebbe ballare come quando tirano da Nord, e poi mi devo tagliare i capelli!!!! importantissimo. contratto con il capitano una sosta di due giorni, con la promessa che poi si sta fuori, in questo incantevole scenario

il paese di Naussa é molto elegante (ahi la plastica sulla spiaggia, per fare la foto ne avevo tolte due, ma questa mi è sfuggita), e la luce di luglio, con questo bianco delle case, abbaglia


locali dalle atmosfere ricercate

casine sul porto

casine e basta


abitanti sonnacchiosi.

Eleganza per eleganza, turismo per turismo, preferisco di gran lunga Naussa a Mikonos, almeno qui non ci sono traghetti e nemmeno quelle navone da crociera che di fatto condizionano la realtá, a terra.

Bene, come promesso siamo in rada adesso, da dove scrivo mentre fuori fischietta ed ogni tanto fischia. Cicladi grandi, siete state all'altezza, adesso, piccole, a noi!!!!