uora, a me non piace mostrare troppo la mia persona, pero' questa foto, oppure una simile, ma avevo questa a disposizione, il capitano a volte si sbizzarrisce, ci stava proprio, nel senso,dopo una settimana di gelo, ignudarsi da' una certa soddisfazione.... non e' che siamo ai tropici, sono solo 21 gradi, ma la differenza si sente

veniamo alla crociera, cose serie: dopo baci abbracci, promesse di rivederci, lacrime sincere, ci separiamo da hans e ingrid, che vanno al sud, piano piano, torneranno a finike, turchia, dove a dicembre lasceranno per pochi mesi la loro barca, e invece noi ci dirigiamo a sud ovest, cicladi, ma quelle piccole, pero'.
ci fermiamo a levitha, un sasso in mezzo all'egeo, a proposito del quale io ho detto: non ci sara' nessuno, che vuoi a ottobre, ci vive solo un pecoraio.....
invece sembrava di essere in piazza del duomo. d'altra parte quest'isola disabitata costituisce un'ottimo scalo per chi vuol passare dal dodecanneso alle cicladi o viceversa, con un riparo ottimo da tutti i venti. il pecoraio, che nel frattempo e' diventato un menager di vaglia, ha installato non so, 10, 15 boe ( ha fatto bene, la baia e' stretta e all'ancra una folla del genere dovrebbe stare tutta in fila con cime a terra) e fa affari d'oro, esentasse naturalmente ( ma, mi chiedo,lo stato lo avra' aiutato oppure avra' fatto tutto da solo???) in + detiene un ristorante, che comunque non ho visto, senza concorrenza e la maggior parte delle barche va li' per mangiare qualcosa. io sono debole e forse ipocrita, ma ho sentito le capre urlare quando lui si e' presentato come tutte le sere per portar loro da mangiare ed invece zac.... si acchiappa si sgozza e si cuoce. nessuna condanna, ma quelle urla e quei pianti (si, pianti) mi hanno fatto passar la fame e allora e' meglio una minestrina a bordo. il contesto naturale e' comunque molto bello
quando si lascia levitha per far rotta su amorgos si passa accanto ad un'altra isola disabitata, con rocce scolpite dal vento e dal mare. non sembra questo forse un profilo umano???
poi, dopo una navigazione a dir poco estenuante, non molto vento, di prua e tanta, tanta onda residua della precedente settimana, aumentata poi sotto l'isola da una notevole risacca, arriviamo vicino al porto di amorgos, katapoula, a 10 migla ci guardiamo in faccia e quasi senza comunicazioni verbali facciamo rotta verso ormos kalotiri, una quasi laguna che si insinua tra l'isola principale, amorgos, ed un'altra isola separata da amorgos da uno stretto canale con bassi fondali. fondale ottimo per ancorare, mare finalmente liscio come l'olio, un po' di raffichette da tutte le direzioni, acqua limpida e finalmente ci tuffiamo per un bagno rassodante. non c'e' nessuno. solo cormorani che pescano. a notte fonda passa un traghetto, si, attraverso i fondali bassissimi, e' illuminato che sembra una citta'. lo stress dell'ancoraggio in porto ce lo lasceremo per la mattina dopo, ben riposati. d'altra parte il porto non si puo' evitare. la dispensa e' a zero, la nafta e l'acqua pure, avremo da fare.
arriviamo a katapoula nella tarda mattinata, quando le statistiche suggeriscono sia il momento migliore per trovare un posto in banchina, e avendo approfittato del precedente ormeggio all'ancora per tirare giu' lo storico e minimo fiocchetto, sostituendolo con il genoa il video non mi riesce di inserirlo, ma.... una goduria!!!!
quindi a katapoula subito un mezzogiorno di fuoco con un abitante del posto, molto geloso del suo spazio
poi dopo tutte le incombenze di prima necessita' ovvero, spesa banca, telefonate alla gas station, manomissione - autorizzata dalla polizia - del tombino dell'acqua, banca, etc finalmente una passeggiata a vedere i luoghi limitrofi. gli umani sono pochi, turisti ancor meno, ma c'e' vita, sott'acqua
e fuori dall'acqua
questi umani ci piacciono perche' sono in buona compagnia
loro aspettano, in questo caso il pescatore, con qualche piccola sardina
in quest'altro qualche avanzo da alemanni deschi(ragazzi, qui son tutti maschi tedeschi, io andrei dal pescatore)
qui e' tutto molto curato, e ora regna il silenzio

tante imbarcazioni da piccola pesca
il porto visto dalla baia di fronte, che d'estate deve essere zeppa di turisti (si vede anche acquacheta, riconoscibilissima perche' come sempre ha l'albero piu' piccolo)
abbiamo fatto uno studio, nonche' consultazioni sul web con altri naviganti e navigatori. il meteo promette venti da nord sostenuti, il programma elaborato in serata prevede la baia di mirsini, altra piccola ciclade, isola di skinousa. un pontile un po' spregiudicato, per i bassi fondali, ma noi siam piccini, almeno questo ce lo possiamo permettere. si va alla taverna, si mangiano barbuni freschissime, e' ricominciata la stagione, contenti si va a dormire. ma la mattina dopo, uno sguardo ad una previsione un po' piu' lunga, che promette dopo il meltemi venti forti da sud con pioggia e a seguire a ruota ancora meltemi, piu' forte del precedente e piuttosto duraturo, ci fa cambiare idea. ciao cicladi, un bellissimo assaggio, torneremo la prossima primavera e giuro, vi voglio vedere tutte, a voi piccole. ma la crociera non e' ancora finita















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