mercoledì 24 giugno 2015

ad Arki sempre un gran riflullo

ò

Risiamo qua, in questa isola che per noi, non ha più segreti, Avendola girata in lungo ed in largo, per mare e per terra (terra, io) svariate volte. Ci vuol poco, essendo, quest'isola, piccolissima. non scatto, né pubblico, per questo motivo, panorami. Già fatto. E mi sono stufata. Da plati gialos, Lipsi, a qui, son forse cinque miglia. Che faticaaaaaaaa. Si, vabbè, ci son venti nodi sul muso, un duro lavoro, comunque. Arriviamo, quindi, distrutti, e pure infreddoliti. Sono le 11,30 del mattino, l'ora migliore per ormeggiare in questo "angusto" oppure "Augusto" (che è lo stesso) riparo. Tutto calcolato. Ci dovrebbe essere posto a sfare. I calcoli, a volte, dovrebbero essere gettati nella pattumiera. 
never know....  molo pieno. Un solo posto vacante, non malissimo, si riesce a buttare l'ancora sulla sabbia, e le rocce, la catena, le sfiora appena. Noi siamo due barche, però.
" ma porca miseria, son diventati tutti campeggiatori, quest'anno????" esclama il T.  "proprio ora, che volevo essere un po' campeggiatore anche io, questo navigare, navigare, navigare, manco fossi Ulisse. Il quale, peraltro, era più giovane di me, quando ha smesso."

Caro, noi siam piccini. In qualche modo..... Fai ormeggiare Hans, Ci guadagnamo una cena.
Il T. è d'accordissimo, e Aeolus ormeggia, non senza urlarci, attraverso la voce dell'Admiral Ingrid che, nel frattempo, mollava catena "non vi abbandoneremo!!" E mentre l'admiral ci lanciava segnali fraterni, il T. confabulava con il pescatore in arrivo, nel frattempo le raffiche spazzavano l'acqua e la barca girottolava in quasi autonomia; si, quel pescatore con il berretto in testa ed i capelli lunghi, e la microscopica cagnolina sempre al seguito - che ama più di una fidanzata- Along Side, where the ferry comes!!!!

Il T. adora gli ormeggi all'inglese, specialmente se il vento ti tiene discosto dalla banchina di cemento, le cime son pronte e mi preparo a mezza barca, pronta a saltare, cioè, sto per saltare, non senza essermi assicurata che:
a) la cima sulla bitta va bene
b)passa sotto alle draglie e non fa giri strani
c) ho indosso le scarpe

" ma tu sei Alessandra!, Alessandra Pei!"
sorrido, quasi in trance dalla sorpresa,  perchè questa proprio non me la aspettavo da un distinto signore a piedi scalzi sul bitorzoluto cemento del pontile, e.... perdo l'attimo, mentre il T. mi urla le cose più terribili.

"siiiii, son io."  correndo a prua, per fortuna che c'ho le scarpe, a gettare la cima a quel signore che mi conosce, ma, io no, non lo conosco, e mi sento molto in colpa.

mentre lui tira  - menomale - ed io recupero, conversiamo a tratti, Si, non ci conosciamo, ma hai scambiato qualche parola in internet con mia moglie e lei  ti ha riconosciuto dalla fotografia.
Il vantaggio di possedere riccioli naturali. E, di essere occhialuta. Segni inconfondibili. W. le donne, e la loro attenzione. brava Rosanna!!!
Rosanna, Franco e Teti, la cagnolina che mi ha fatto quasi piangere dalla nostalgia, sono un meraviglioso trio. Non aggiungo altro.
beh, forse qualcosina.... le immagini parlano da sole, doveva essere un aperitivo, ed invece era un calesse pieno di ben di Dio. La Rosanna sa fare un sacco di cose, non solo il marinaio. Mi sa che ho incontrato un altro, vero admiral.


mentre sistemiamo meglio l'ormeggio, arriva Tripas, a braccia aperte. Indossa un cappello nuovo, un panama, direi, che gli conferisce un'aria seria ed autorevole; si, dice, ormai sono nonno, indicando un paperottolo biondo, in braccio ad una signora, sotto alla pergola della sua taverna. Lui è mezzo Greco e mezzo Tedesco, dice orgoglioso, ammiccando al grano dei capelli. Poi Son baci ed abbracci sul molo.
Domattina alle 11 e 30 arriva il Ferry, dovete andare via, o spostarvi, se qualcuno libera il suo ormeggio. Oppure vi potete mettere accanto alla mia barca, là, sul moletto di fronte. Poi, alle due e mezzo ritorna, per poi andarsene, definitivamente, nella giornata.
Penso a queste  ore 11,30 greche, che si dilatano nel tempo, al Ferry, che, gli anni scorsi faceva numeri in seconda fila con il comandante che trasportava sacchi di patate saltellando da un'imbarcazione all'altra. Penso poi che noi siamo piccoli, il Ferry è sì, sportivo, ma forse si scuorna un po' ad accostare a noi, e lo capisco. Penso anche che il tempo di permanenza del ferry sul molo consiste al massimo in cinque minuti, in fondo è un postale che scarica merci e i turisti di terra, con le valige,  sono pochissimi o nulli. con il T. ci guardiamo in faccia e all'unisono comunichiamo a Tripas:" Non ti preoccupare, alle 11 accendiamo il motore, così abbiamo anche vino fresco per l'aperitivo, ed alleggeriamo l'ormeggio. Appena si vede comparire il Ferry ci allontaniamo, aspettiamo qua fuori, e appena se ne va torniamo. Ripetiamo tutto alle due e mezzo, nessun problema



Il ferry arriva alle 11, ma era tutto calcolato. Si va, si girottola in mezzo al fiuuuuuu fiuuuuuu del vento, e si ritorna. Ad accoglierci, una folla. Le nostre manovre allietano le  immobili ore del mattino,  costituiscono un diversivo per la comunità sparuta di barche. Ci ormeggiano gli altri. Noi, non facciamo nulla. Tripas dice. Vi ho messo un po' più avanti perchè ora arriva una barca turistica, ad ormeggiarsi dietro a voi. Questo vuol dire che non dovremo uscire di nuovo fuori, alle due e mezzo. Il ferry si ormeggerà a lato della barca turistica


E così è stato.
La barca turistica va via ed arriva Nicholas. Son di nuovo baci ed abbracci sul molo. E tutti a vedere la nuova bambina di Nicholas, mezza Greca e mezza polacca, e a bere un bicchier di vino.
Che altro raccontare, di questi noiosissimi due giorni passati in questo buco solitario, senza acqua e senza energia. Pensare che bisogna inventarsi dei lavori, per non soccombere al tedio e alla pigrizia. Persino piccoli problemi altrui diventano l'occasione per passare qualche momento, muovendo le mani e tenendo in esercizio il cervello. 
E così tra uno sbadiglio ed una dormitina, Franco e Carlo, hanno rimesso a posto la frizione del nostro salpaancore. 


Qua, non ci sono discoteche, animazioni. Solo un po' di sedie colorate. A movimentare le serate, anzi, le nottate, topi che si introducono in barca, saltandoci dentro da piccoli pertugi lasciati aperti, inavvertitamente. Pof! fa il topo che precipita sul pagliolato. La caccia grossa al topo è lo sport in voga quest'anno, ad Arki, altro che kitesurf. Non veniteci, assolutamente, è di una noia mortale. Poi devi spostarti, arrangiarti, Ma, infine,  senza corrente, senza acqua........ no, una vera tortura. 
Porca miseria, che mi succede??? Cosa è questa strana sensazione che provo? Sto trasformandomi nell'incredibile Hulk?????? 
Nasoooooo, smetti di crescereeeeee, poi non posso più mostrare il mio elegante profilo sinistroooooo.








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