È questo ciò che mi ha detto Domenico, appena ho cominciato a leggergli la bozza di quanto avevo scritto. Si perchè il blog, di solito, glielo leggo dopo averlo pubblicato, ma questa volta avevo bisogno di un censore, e lui è molto severo. quindi, ricomincio d'accapo, dal titolo, poesia poca, non c'è niente da esser poetici, però qualcosa l'ho, l'abbiamo vista, quindi la dovevo scrivere.
Ad Agathonisi, il porto è un non porto. È un molo di cemento dove attracca il traghetto e dove risiede l'ormeggio della Guardia Costiera. Poi c'è un cosiddetto "ormeggio degli yachts" dove pochi si azzardano ad accostare, perché bassissimo di fondale, e quando arriviamo noi, infatti, non c'è nessuno.
Sono tutti fitti alla ruota davanti alla spiaggia, altri, a grappoli di terze file, sono accostati all'ormeggio del traghetto, perché, si urla dalla banchina, tanto fino alla mattina dopo, alle undici, non arriverà. L'ormeggio della Guardia Costiera è vacante.
Non ci va di andare in terza fila, non ci passa neanche per la testa di andare ad occupare lo spazio della Guardia Costiera, quindi buttiamo un'ancora nel gruppo, attenti a non accavallarci con le altre catene.
Gli abitanti di Agathonisi, son gente tosta, pescatori pastori/ ristoratori.
poche stanze in affitto, tante capre.
E a Yorgo (George, come ha chiamato la sua taverna, non mi piaceva, l'ho chiamato così e lui ne è stato felice) abbiamo chiesto, aspettandoci una risposta, che poi si è rivelata completamente errata:" e durante l'inverno dove andate, Samos, Atene?"
Un sorriso malinconico, e poi :" No, dovrei andare ad Atene, per curarmi i denti, ma non posso. Qui ci sono le mie capre, che d'estate sono libere, trovano da mangiare. Ma l'inverno? Non possono stare senza le nostre cure. E qui mi zitto, e dovrò zittirmi molto, in queste due intense giornate.
Intanto the Harbour Master, molto educato, veramente, ma secondo me anche un po' a digiuno di ormeggi alla ruota, ci aveva fatto levare l'ancora e metterla un po' più in là, perchè, secondo lui, eravamo un po' troppo vicini alla banchina della Guardia Costiera. Ciò poteva anche essere, ma perchè non ce lo aveva detto prima, quando, anzi, penso malignamente io, vedendo una donna al timone al secondo tentativo di ancoraggio, aveva chiesto, premuroso:" avete problemi????" nooo, assolutamente, abbiamo rifatto la manovra per lasciare libero il passaggio alla motovedetta"
No, non vi preoccupate, qui va bene, basta che stiate attenti nei prossimi cinque minuti, arriva un piccolo ferry. Stiamo attenti, e dopo i cinque minuti greci il Ferry arriva, non quello di linea ovviamente, e va ad ormeggiarsi da tutt'altra parte. Arki ci aveva abituato a questo tipo di manovre, il Ferry piccolo ormeggia dove gli torna comodo, anche in seconda fila, a volte.
Eppoi dopo due ore, non andava più bene, il nostro ormeggio, dopo il Ferry intendo. Nessun problema.
Insomma, ci spostiamo di nuovo per lasciare acqua alla motovedetta, ceniamo molto degnamente da Yorgo, e presto, ce ne andiamo a dormire.
La mattina seguente, ci alziamo intorno alle otto, avevamo programmato un giro per questa isola, molto affascinante, nonchè una sosta in un diverso rifugio, senza strade e senza case, e, dopo il caffè, mettiamo il naso fuori.
L'Harbour Master, augurando a tutte le barche all'ancora un buon giorno, invita gli equipaggi ad andarsene, perchè sta arrivando il Vero Ferry. Beh, con congruo anticipo, penso tutta imbambolata, mentre Domenico afferra il binocolo e mi dice, con tono grave:" Sta arrivando la motovedetta. È carica di cose, cioè, sembran cose, da quanto sono tante e ammassate, ma sono persone". Ed è un attimo, la motovedetta con i suoi baffi a prua, attracca con agilità, non disturbiamo affatto, e, tra le voci a toni alti dei militari, sbarca una quantità abnorme di persone. Non ho scattato fotografie, per pudore. Non sono un reporter e non ho il dovere di documentare.
Mi dà un enorme dolore assistere, impotente, a queste vicende, dal mio yacht, anche se è solo di dieci metri.
Ce lo avevano detto:" Agathonisi é diventato un posto adatto agli sbarchi. Li mollano lungo le coste turche, e li mettono a bordo di canottini da bambini, quando tira il Meltemi, così è il vento, a condurli in Europa. E poi gli lasciano, sul canottino, dei coltelli affilati, non per uccidere, no, almeno, non è quello il primo scopo, bensì per squarciare la loro imbarcazione di fortuna, quando una qualsiasi altra imbarcazione passa loro accanto. A quel punto sono da considerarsi a tutti gli effetti, naufraghi, e se li lasci in mare poi, a parte il fatto che diventi perseguibile per legge, ma questa è la cosa minore, ti rimangono vita naturaldurante sulla coscienza, se non li prendi a bordo."
E canottini affondati sugli scogli, ne abbiamo visti, nella rada di Poros.
Vengono dalla Siria, dall'Afganistan, da paesi in guerra.
E tu non puoi fare nulla, se ci provi c'è caso che ti infili nei guai.
anni fa, quando si andava a passare le vacanze veleggiando alle Egadi, si arrivava fino a Pantelleria, ma Lampedusa, Linosa, no, il pensiero, ascoltando, a quei tempi, il canale vhf 16 ed i lanci quotidiani di May Day, tutti provenienti dal tratto di mare che separa la Libia da Lampedusa, era:" ma se scopriamo di esser vicini, che si fa???? È ovvio si salvano, si trainano.
O provatevi a trainare, con una barca a vela, un'imbarcazione stracolma di persone disperate, assetate ed affamate, che ad ogni onda rischia di rovesciarsi, e quindi bisogna andare ad 1 nodo all'ora. Oppure. Pensate di stare accanto all'imbarcazione, e, chiamando le varie guardie costiere, mentre le aspetti, cercare di rifocillare tutti, acqua e cibo, difendendosi da coloro che tentano di salire a bordo, magari ci son bambini piccoli, e che fai, non li fai salire????? E non fai salire la mamma? E non fai salire il babbo, ma allora cominciano a voler salire tutti ed è un casino. E poi le Guardie Costiere, allertate, che non si fidano, leticano tra di loro, ti fanno il terzo grado, e poi decidono tra di loro chi deve intervenire, arrivano, e ti rifanno il terzo grado e poi devi seguirli fino al porto dove per tre giorni almeno, ti ricontrollano tutto e ti rifanno il terzo grado, mica perchè son cattivi, ovvio, ma questa è la prassi e tu potresti essere identificato come un pericoloso mercante di uomini.
Mi verrebbe di aggiungere altre cose, su questo argomento, ma ho paura di strafare. Quindi mi zitto






Solo una grande immensa tristezza...
RispondiEliminaBarbara