
È un post, questo, scritto a singhiozzo, perchè nel frattempo sono successe cose, più importanti, che mi hanno distratto. Però Arki se lo merita tutto, questo racconto, e quindi, a singhiozzo, procedo.
"Tutta coscia o mezza coscia o solo gamba?" la domanda c'entra poco con Arki, ma si adatta, in un certo qual modo, alla mia giornata del primo giorno di scrittura, quando, a Samos, abbiamo deciso di non entrare in porto ma starsene due giorni all'ancora a prendersi questo meltemi, e di andare a fare rifornimenti con il tender, perchè tanto il T. è sotto sale e di acqua se ne consuma pochissima. Trattasi infatti di una espressione, che mi fa piacere ricordare, grazie a questo girovagare per la Grecia che mi fa affiorare un sacco di bel vissuto, e che si adatta a tutte le volte che devi andare a fare la spesa in gommino, e non ti senti, per decenza , di andare in costume da bagno, e, se come è questo il caso, di meteo meraviglioso, ma freschino, con meltemi arzillo, neanche in shorts.
Qualche anno fa, una Signora, mia carissima amica, nonchè collega di lavoro, nonchè Segretario dell'Autorità di Bacino del Fiume Magra di cui ero, con enorme piacere, membro del Comitato Tecnico, organizzò un interessantissimo workshop su quello che si era fatto, e quello che ancora si sarebbe potuto fare, per mantenere la naturalità di quello splendido fiume, senza nuocere alla sicurezza degli abitati che nel frattempo, scevri di qualsiasi preoccupazione, occupavano con scuole, asili, supermercati, e quant'altro, le sue affascinanti, ma vulnerabilissime sponde. Nel programma del workshop erano previste, e come si poteva pensare diversamente, escursioni sul fiume, laddove i meandri si facevano interessanti, e, conseguentemente interessante, il trasporto solido fabbricato dal fiume. Si raccomandava, agli aspiranti partecipanti, di munirsi con uno stivale "a tutta coscia" sicuramente perchè, per poter osservare meglio il lavoro del fiume sui sedimenti e sul trasporto, in generale, si doveva traversarlo, tutto o quasi. Ecco, su quel termine" tuttacoscia", che per i pescatori di fiume deve essere parte del linguaggio consueto, con la Mia Amica ci siamo fatte delle sane risate, perchè, mi confidò, non era stata lei ovviamente a volerlo inserire nella Brochure del workshop, essendo lei a digiuno di tipologie di stivali, ma ne era stata consigliata dagli Addetti ai Lavori. Allora, nel gommino, a fare la spesa con meltemi arzillo, e freschino, ci vai con un pantalone a "mezzacoscia", che fa le pieghe se lo tiri un po' più su, ma torna che è una meraviglia, e poi, scesa, te lo ritiri giù e ritorna anche meglio. fai la tua figura e non ti ammolli. Detto questo, perchè a Pitagorion ci siamo fermati con l' obiettivo provviste, andiamo oltre, cioè indietro di qualche giorno.
(ecco, questa foto la dedico a Samos, grande, fertile, storica e, a parer mio nauticamente non affascinante. Ma come non avere un ricordo degli scogli di Kiriakos? Domenico, il Mio Amore??)
Progetti, non ne esistono, meglio così, si progetta tanto, d'inverno.
Diciamo che si va un po' a Nord, hai visto mai che incontriamo i nostri amici olandesi che scendono. Tanto a Nord, però, no, perchè l'estate sta finendo, e a Nord la probabilità di piogge è più elevata, ne faremo la scorta, tornati in Toscana, quindi, solo un po' più a nord. A Nord di Lipsi c'è la splendida Arki, con i suoi isolotti. Nel, si fa per dire, porto di Arki, Port Augusta, l'anno scorso, a ottobre, ci abbiamo passato una settimana e forse qualche giorno in più a causa di una burrasca da Sud, e, a seguire immediatamente, una peggiore burrasca da Nord, accompagata da un gelo polare tale da lasciare esterefatti i sette abitanti dell'isola che si gardavano tra loro stupefatti, infagottati nei piumini da sci (!) e protetti da cappellini di lana, questi, senz'altro, più marinareschi.
In quei giorni l'abbiamo amato, questo rifugio, e girato a piedi (io) in lungo ed in largo. Ma Acquacheta era rimasta ormeggiata lì, ben salda sulla sua ancora e cime assicurate al moletto, non ci eravamo spostati, per mare. E pensare che dalla cima delle aride colline si vedeva un mondo incantato, fatto di insenature profonde, corridoi tra gli isolotti, meandri di mare turchese spazzato dal vento. Da tornarci, sicuramente ed esplorare. quindi, quest'anno, si va e si esplora. Prima esplorazione, Marathi, toponimo delle case che punteggiano la costa Est dell'omonima isola, accostata ad Arki. Decisamente un luogo di villeggiatura,
e dunque, da luogo di villeggiatura la trattiamo, ovvero, si scende a terra una sola sera e poi la sera dopo, alla boa, cena in casa, intima, tanto, per quello che ci hanno fatto spendere alla taverna, bellissima, scicchissima e alternativissima, due sere alla boa c'entrano. Nessuno protesta, in Turchia ci avrebbero accoppato. Si perchè noi abbiamo acchiappato una boa molto distante dalla terraferma, quasi sulla punta, ed é molto piacevole starsene qui, mentre soffia, di giorno e di notte, e a pochi metri da noi qualcuno ha tracciato una riga precisissima che separa il canale, pieno di papere, spumeggianti, da questa baia tranquilla, e, per quello che ci riguarda, silenziosissima ed amena.
E poi si torna ad Arki, la Nostra Arki.
E sono veramente luoghi incantati, gli ormeggi che offre l'isola di Arki, a Sud, tra gli isolotti che le si appiccicano addosso. Thaiti, l'abbiamo ribattezzata quel dedalo di anfratti, da quando ce l'ha suggerito il miglior Ammiraglio che conosco, l'anno scorso, quando il vento faceva nebbioline su quelle coste che rimiravamo da lontano, infagottati nei nostri piles, e dove era sconsigliabile, allora, ormeggiare. Thaiti, punto, dice tutto, non c'è bisogno di descrivere oltre. E la giornata, in calma di vento, che abbiamo passato lì, e la nottata, altrettanto affine, ce lo hanno fatto godere, questo ormeggio esotico.
E poi Arki è un'isola generosa, per i marinai, offre numerosi ripari, pur così minuscola: Porto Stretto, con la sua confortante laguna, melmosa, nel fondo, ma per questo rassicurante. Qui, lo dicono anche quei bellissimi sassi multicolori, Il Meltemi perde, però è una, anzi sono due baie biforcute, esposte ai venti da sud.
Ed infine c'è Port Augusta, entri lì e sei in una botte di ferro
Anche senza tender ti vai a fare due passi e sei in questo paradiso
E puoi guardare, tranquillo, l'effetto che fa, là fuori. Geometrie perfette
Port Augusta è un porto senza diga, perchè di dighe non ha bisogno, è la terra, il promontorio a Sud che si sovrappone più che abbondantemente con la lingua di terra a Nord, a far da difesa dai venti da SudOvest che d'inverno si abbattono impetuosi.
E, per quello che riguarda l'estate, anche il forza 9 del Meltemi si regge con l'adeguata tranquillità, arriva qui smorzatissimo, e trova le barche a porgerli la schiena, sul moletto, unica infrastruttura di questo porto, un moletto costruito bene, e intorno al quale si svolge tutta la vita dell'isola.
Perchè, di vita, in quest'isola, ce n'è. E non è tutto turismo, anzi, stanze in affitto, poche, e per persone che si devono sorbire un po' di aerei e più di un traghetto, persone che amano il silenzio, le capre e le passeggiate tra le pietre.
Arriva da Patmos un traghettino, non giornaliero, negli orari non ci ho capito nulla, ma quando arriva lo fa anche tre volte al giorno. I suoi ritmi devono essere dettati, oltre che dalle condizioni meteo, anche dalle richieste dell'isola. cibo, gasolio, qualche turista da trasportare, e, accidenti, anche il pane!!!!! Ad Arki non si fa il pane, almeno, se lo si fa in casa non si cede a terzi, incredibile! Quando arriva il ferry lo si capisce dal movimento, sul molo, che lo precede di pochi minuti: camioncini, motorette, carrelli, muletti, qualche valigia, qualche zaino e cappello di paglia.
Ad Arki c'è comunque la scuola, una maestra, tre bambini, e per arrivarci, un sentiero pietroso e spinoso, con, parcheggiata, una macchina in mezzo. "I nostri bambini sono dei guerrieri Ninja, saltano, volano, a scuola arrivano comunque" Dice Trypas, che credo, sia l'Autorità dell'isola. Conduce una delle due Taverne dell'isola, pesca, fa la legna, porta la spazzatura in discarica, si occupa anche di intrattenere rapporti con chi deve manutenere la centrale elettrica, mista, gasolio e pannelli solari, ed il dissalatore, ad Arki c'è infatti anche un acquedotto, moooolto greco. E comunque comoda, l'acquedotto greco, noi eravamo a corto di acqua, e, con poca fatica, siamo andati con le taniche alla fontana in piazza, cioè lì, a due passi dalla barca.
E ad Arki non c'è port Authority, non ci sono divise. Ci sono i suoi abitanti, Autorevoli. Trypas, Yorgo, e il babbo di Nicholas. Sono loro, la port Authority.
Ad Arki son tutti pescatori (e pastori). Quest'anno è terminata una piccola costruzione, che avevamo vista cominciare lo scorso autunno, e pensavamo fosse a destinazione turistica. Invece no, le case turistiche gli bastano, ad Arki, quelle che ci sono, ed il moletto per le dieci, dodici barche, e le insenature naturali, sono sufficienti a sfamare dignitosamente tutta la (ridotta) popolazione. Per ora l'isola rimane .... lei.
La costruzione la usano tutti, gli abitanti che vanno a pescare, chi va, chi viene, chi resta, chi porta le reti, chi appoggia i piombi e la muta, chi li va a riprendere, entrano.....
..... ed escono accompagnati dai fidi aiutanti, lei poi.... e mi riferisco a chi dei due possiede quattro zampe,.. è un pezzetto d'amore che lo seguirebbe in capo al mondo, a Lui, orsissimo, ingrugnatissimo, e gelosissimo (di lei), toccato con mano!
Trypas è sicuramente un tipo ingegnoso, che ha fatto una scelta di vita " alla meno" e che ha saputo valorizzare questo luogo

E comunque anche la Taverna di Nicholas ha dato atmosfera a questa isola. Qui si radunano i pescatori, ma, sono affrettata, non è vero, non ci sono fazioni. Le due taverne convivono, ed i pescatori vanno lì e là, e anche noi, non abbiamo preferenze, devono lavorar tutti.
Ad Arki abbiamo fatto due soste. La prima, per un saluto veloce, tutti arzilli, in rotta verso Nord. La seconda, inaspettata, in affrettata ritirata verso Leros. L'umore non è dei più gagliardi, il ritorno non era programmato, così presto, , si deve tornare a casa e questa, una sosta "forzata" per il Meltemi. C'è fretta, ma non così spinta, non merita rischiare. Eppure, questa isola, ha avuto il dono, per qualche giorno, di placare tutte le ansie. Arki, sei splendida.




















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