Vivere il mare è bellissimo, non lo si deve considerare una villeggiatura, sarebbe riduttivo.
Vivere il mare é sapersi adattare ad ogni situazione, visitare luoghi belli e meno belli, prendersi la pioggia, gli schizzi, le buriane. Trovarsi tutti salati ed appendere tutti gli abiti fradici al sole. Pescare, per chi ne ha la passione, cucinare tutti piegati facendo attenzione che le pentole non si ribaltino. Vivere fuori e vivere dentro, in spazi piccolissimi, ma, chissà come mai, comodissimi, i tuoi spazi, conosciuti centimetro per centimetro.Vivere il mare è avere caldo ed avere freddo, e avere sempre un rifugio dove potersi difendere, dal caldo e dal freddo.
Vivere il mare è una lezione, un apprendimento permanente, che ti fa rimanere giovane, nel fisico e nella mente, e che ti fa apprezzare tante cose.
Vivere il mare è ritrovarsi, dopo essersi incontrati, un anno prima, essersi piaciuti, non è così frequente, a colpo d'occhio, aver passato due giorni insieme, aver condiviso, in questi due giorni, buriane, spedate di ancora, essersi dati una mano, nel difendersi dagli attacchi dei manfani turchi, non con sciabole, ormai no, ma solo catamarani di lusso, impazziti, essersi tirati su a vicenda, dopo, con un aperitivo, una foto, una risata insieme.
Certo che c'avete una barca ragazzi....... non la si può non notare. E anche stavolta, Jaro, qualcuno è venuto sulla tua poppa incuriosito, e anche un po' affascinato, le scuse per l'invadenza e la domanda pronta :" ma è un prototipo questo, vero?"
Siete veramente ganzi, avete insieme fatto di tutto e di più, solcato i mari del mondo sportivamente e poi vi siete disegnati la Vostra barca, e poi l'avete anche realizzata!!!! E siete contenti, e vi ci trovate bene, e continuate ad andare di qua e di là nell'Egeo, si, perchè anche a voi l'Egeo vi ha stregato. Non è mica da tutti veder realizzati i propri progetti. É una grande soddisfazione.
Quest'anno, a Patmos jaro era piena di bambini, piccoli ragnetti, bellissimi, perchè di zampe, di gambe, cioè, sembrava ne avessero otto ciascuno, e non due, scorazzavano da poppa a prua, si arrampicavano sui timoni, sugli strumenti, ridevano contenti. Ammiraglio, che pazienza, che brava sei, ferma e dolce, una nonna stupenda, oltre che una gran donna di mare, essai che ti ho visto un po' provata! Ma i bambini ad un certo punto vanno a dormire, e con loro, e più contenti di loro, i genitori, e allora si scappa un attimo, a remi su acquacheta, perchè lì si può parlare a voce alta e ridere, non si sveglia nessuno.
Due giorni magnifici insieme, beh, si, non è stato proprio casuale questo incontro, ci siamo cercati, ci siamo voluti, e con tutta la tecnologia a disposizione, e mail, watsapp, messaggi..... ci siamo semplicemente telefonati. Mi è piaciuto anche questo, del nostro ritrovarci.
Dopo patmos si torna a Lipsi, nella nostra scoperta di quest'anno, la spiaggia dorata, perchè i bambini vogliono nuotare nell'acqua turchese, e anche i grandi. Il Motoryacht è ancora là, accidenti, dopo tre giorni, rimorchiatori e motovedetta intorno, sembra un'impresa difficile. La falla deve essere stata riparata in emergenza, è più dritto, i motori delle navi rombano, ma lui rimane fermo, alla traina. Il rimorchiatore è piccolo, tutto ad un certo punto tace, ne chiameranno, poi, un'altro, più grande e meglio attrezzato.
E Costas, di fichi, ce ne fa trovare, e anche vino, biologico, lui che da piccolo è emigrato in America e poi, con le figlie grandi, è ritornato a Lipsi, ha messo su una fattoria e vuole imparare dai Toscani a fare il vino biodinamico, ma a Gambassi, naturalmente, e pensare che da casa mia Gambassi si vede proprio bene, lì lì difronte, come è piccolo il mondo
Quella di Costas è proprio una bella fattoria, non manca niente
E dopo la passeggiata, via, l'Ammiraglio che tiene ai bimbi, decreta un sud, per stanotte, se si balla, anche poco, i bimbi si svegliano, si va a Leros, ma non a Parheni, accanto, bene, così visitiamo un altro posto. E Leros è sempre più una scoperta.










Bellissima la fattoria dietro Hoklakoura. Quando ci passai io, l'anno scorso, c'era una ragazza bulgara che ci lavorava per l'estate. Presi una manciata di fichi e di pomodorini ciliegia. Avevano un sapore particolare, come quel luogo.
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