mercoledì 9 settembre 2015

Distratta




Questo secondo round di Egeo 2015 mi ha trovato distratta.
da molte cose. 
prima cosa. Una delusione cocente che non riesco a togliermi dalla testa ma me la caverò con le tenaglie perché a star male non godo e invece voglio godere finchè ne ho la forza e lo spirito.
cosa due. assistere inerme a migrazioni di persone che cercano di vivere dignitosamente, come è umano che sia. Questa è storia e da sola la storia non la cambio. La cambieranno loro, che sono tanti e pieni di voglia di fare e ricostruire altrove.
Cosa tre. Un turbinio di belle persone intorno, trovati, cercati e ritrovati ancora. Amicizie di Egeo, importanti. Si parlano tante lingue su queste coste, e ci si capisce proprio bene. Contrasti enormi. Dissoluzione e ricostruzione. E noi lì a guardare. Tamponando piccolissime cose.


Maltezana è diventata la mia Arki in mezzo all'Egeo. 
Son partita dall'Italia con questa idea nella testa. Ricordavo il moletto e le case dei pescatori, quando ci si passò davanti un anno fa, quando ci cacciarono dal porto, perchè arrivavano le barche di una famosa regata. Il moletto allora era pieno di barche da pesca, e anche la baia di barche all'ancora, più svelte di noi, recalcitranti, ad uscire dal porto, quello, di Skala, quello della Chora. Quindi andammo oltre e Maltezana rimase un desiderio. Da esaudire. Da Maltezana la chora si vede bene, in tutta la sua maestosità, e sinuosità, adagiata sul monte, come un gatto acciambellato.


A Maltezana adesso il moletto è quasi vuoto, solo qualche pigro pescatore mette a posto la barca e risistema le reti. L'unica ad uscire a pesca è una signora dai capelli rosso fuoco, innamoratissima del suo cane, che porta in barca con se'. No, non è questa, la bella pescatrice, lei è una di passaggio, che gesticola per farsi capire, sisi, cosa hai pescato oggi?? pesce pappagallo ? ok va bene . una grulla, insomma.


siamo veramente quattro gatti qui, adesso, i primi di settembre. Acquacheta, Elina, (si kiriako, si viene anche  noi, chatta Gigi da Nisiros), poi Aeolus - Too nice to meet you again - chatta Ingrid da Leros e, successivamente alle 7.00 di mattina, appena fuori da Levitha, dove, è noto, non c'è campo. Poi un Supermaramao olandese, sisi, ci conosciamo, sorride la Admiral, bella, in tutta la sua statura.
poi ancora Baloss. Doveva fare una regata. Rinuncia, per essere qui.


-A maltezana è finita la stagione - ci dice la signora dello smilzo minimarket.  - Menomale perchè ero stanchissima, ad agosto ho lavorato tutto il giorno - mi dice mollemente sventolandosi con un'antica cartolina in biancoenero della chora. - Adesso, finalmente,apro solo la mattina - 
sono incredibili gli abitanti di queste isole del Sud, fa loro fatica persino pronunciare per intero il breve saluto.  "yaa" dicono, invece di yassu, che è, evidentemente, troppo lungo.


La taverna dei pescatori, dei quali qui apprezziamo due attempati esemplari, chiude già. Facciamo in tempo a cenarvi una sera, con pesce superlativo. Cioè. Chiude, ma, al tempo stesso, non chiude. una finestra è aperta. poi, di sguincio, anche una porta. i vecchi del paese siedono con il caffè, con una birra. C'è anche un Pope inquietante, che trinca trincerandosi dietro ad uno scurissimo rayban. Magari se la sono portati da casa, la birra, magari il caffè glielo ha fatto la signora. Da noi si chiamerebbe "casa del popolo", nel vecchio senso del termine. chiusa, ma aperta ai soci. Il personale non lavora. Fa volontariato. I turisti sono, giustamente, timidi. Non vi entrano più. vanno dove le porte sono spalancate, non accostate. Niente acqua, niente corrente.
Si va a lavare le mutande alla fontana, non è una gran fatica, e, visto che ci siamo, ci si toglie di dosso anche il sale accumulato dai tuffi dalla barca, oppure, dai bagni fatti in spiaggia, dove i lettini sono gratis e una spremuta di arance fresche costa due euri. Come a Viareggio.


A skala si va con il bus. che fa l'orario che vuole e si ferma dove vuole. E fa anche da postale, fermandosi nel nulla, e carica vettovaglie, provenienti da piccolissimi orti, da stalle sperdute. sigà sigà. piano piano, e noi ci adattiamo, tanto, che ci importa?


La pigrizia è seducente e pericolosa, anche. "diamoci una mossa" dice Hans, facciamo un po' di miglia, andiamo a Vathi. giriamo l'isola e ci siamo, in questo lago spettrale, dove regna il silenzio, interrotto solo dal canto dei galli, a tutte le ore del giorno e della notte. L'acqua non è trasparente come a maltezana, era ovvio, il ricambio è lento e le rocce sono friabilissime e vanno per il verso del mare. però è pulita e calda. A mollo si potrebbero passare delle ore.


il meltemi sta arrivando. è tempo di migrare. di cambiare situazione. Amorgos ci sfila davanti, rapida, nel suo lato B, aspro e disabitato. Il monastero, l'unica macchia bianca in mezzo al giallo delle rocce. Cicladi, torniamo.

























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