intrappolati qui. A koufonissi. In porto. Con il vento al traverso ed un turco, anzi, due turchi maschi con marinaio filippino accanto, che nonostante i nostri spring, nonostante siamo ben discosti, ci guardano torvi. Ad un certo punto esclamano, notevolmente arrabbiati:" c'eravamo prima noi!". Alle trappe aggiungo io. Posti comandati. Il T. letica. Ha ragione. hanno un motoryacht e dei parabordi che sventolano in aria. Non tocchiamo, neanche sotto raffica, ma se ti prude, abbassali, quei parabordi, porcamiseria. Ci vuole poco. Li abbassano di notte, dopo aver vociato, di giorno, per non darci soddisfazione.Torniamo alle cose serie.
Che bella trappola, però. Se il topo che ci fosse entrato in barca, ad Arki, tanti giorni fa (ahimè) si fosse lasciato intrappolare, sarebbe ancora vivo. lo avremmo liberato. Nella sua terra, stupido topo.
Invece lui no, si credeva furbo. Ed è finito a ramazzate in testa. Dolore, sinceramente. A volte, cari topi, conviene farsi intrappolare. è inutile, se non dannoso, fare bei gesti. quaranta son quaranta. Ma dove vuoi andare? a nordest, dico io. Si, ma io vengo da nord Est, risponde lui, il vento, che quest'anno, possiede una, anzi, tante parole per tutti. mi ci porta Naxos, a Nordest che colpa ne ho? poi, caramia, mi allargo un po', diciamo che vengo da Nord. Però ricordati. c'è Amorgos. Pare nulla, ma influisce. Rinforza, devia, torna a ritroso, fa confusione, insomma. L'onda ride, alza la cresta, bisboccia con quell'altra. la prende in giro. Quell'altra si offende, ritorna in dietro, dice, ti dò un cazzotto nel capo. Schiuma. Schiumano. Loro si divertono. E tu rimbalzi
E allora, da saggi topi, si sta qui. È un marina privato, piccolissimo. Molto difeso. In Egeo una rarità. Lo conosciamo. per noi son 17 euro a notte. acqua e corrente. tanto, per la Grecia, ma, Se si pensa che intorno c'è la Costa smeralda, 17 euro fanno sorridere.
E che questi puntini in mezzo al mare, in gergo chiamate "Piccole Cicladi", ricordino, in meglio, la Costa Smeralda, deve essere filtrata, come informazione. A giudicare dal numero di corse giornaliere di traghetti, più grandi del molo di attracco, e dalla moltitudine di persone che scende. Tutti a piedi. Nessuna automobile, nessuna moto. E per forza, son quattro kmq!
Molti ragazzi. Però non noleggiano motorini, se noleggiano, ovviamente. Usano biciclette. Mountain Bikes, o qualcosa di simile. Le strade sono per lo più sterrate, e non in piano.
ho pensato, ma tutte queste persone, dove vanno?? il paesino è minuscolo, e, la sera, nemmeno poi affollatissimo. Cara. I giovanissimi, dormono in spiaggia. Mi ha detto Isabella, il mio Cicerone di questi quattro giorni. Quelli più grandicelli, le coppie e le famiglie, vanno in case in affitto, oppure residences. Domani vieni con me, andiamo alle spiagge.
Isabella è una ragazza. Non per l'anagrafe, ma questo è un dettaglio. guizza per i viottoli, sulle scarpette di plastica con una civettissima, accennata zeppa, come una gazzella, si arrampica come uno stambecco, il vestitino, la sciarpa elegantissima, svolazzano al vento.
sai, vent'anni fa, qui, non c'era nulla. Guarda che scempio, guarda che scempio. Dice concitata, ma con rammarico, mentre si accende e, mi accende, una sigaretta, con un lanciafiamme da forza otto. Si riferisce ai residences, alle villette sparse, ai longue bars prossimi alle spiagge, sdraio e piscine. Vuoti. Si, ma alla sera si riempiono, dice lei.
Quello che mi colpisce, piuttosto, è la sproporzione tra il minuscolo nucleo abitato, dove ci sono l'alimentari, qualche taverna, la farmacia, il centro medico, e le villette sparse. Numerosissime, costruite anche bene, lontane tra loro, ma tristi. Non ci sono punti di aggregazione, e quelli che ci sono, suonano una musica stonata. Falsa.
Pensa, dice Isabella con una punta di malinconia. Qui c'era un campeggio. Bellissimo. Le dune, alte e le tamerici, offrivano ombra alle tende. I ragazzi se lo potevano permettere. Siamo state tutte e due ragazze. Il pensiero di queste cose quasi ci commuove. Siamo sedute nel nostro salotto, due minuscole pietre piatte che risparmiano alle nostre natiche il pungere della sabbia. Dura. E non poteva essere diversamente, considerata la limpidezza ed i colori del mare davanti a noi.
Ora le dune le hanno rase al suolo, quasi tutte, per far passare la strada. Quella che porta ai residences. Penso che comunque i ragazzi di ora abbiano qualche soldo in tasca più di noi, a giudicare dal numero di schiene arrossate, di bikini, di gambe che corrono allegre nell'acqua. Si, alcuni dormiranno in spiaggia, ma, non credo tutti. E per lungo tempo.
Certo è che passeggiando, gli angoli tranquilli e solitari abbondano. Ma, in tutto questo, il T. che fa????
Torno, poco prima di pranzo, da Acquacheta.
Oh, buon giorno signora. Guardi, il bagnino le ha preparato una bella doccia calda, dice, indicando la nostra doccia sacco appesa al boma, Qui c'è l'asciugamano, poi, se vuole, le preparo anche l'aperitivo. Poi guarda, stasera, ci hanno invitato per un bicchiere i signori della barca là, Gigi e Cristina e hanno invitato anche Isabella e Marco, e poi si va a cena in quel posto sempre pieno dove si spende poco e c'è quella ragazza che serve ai tavoli, fa le piroette e va che pare un tranvai.
La Cristina, la sera, con il vino fresco, quello di casa, serve la pizza. Fatta da lei, buonissima. Dice, si, il forno fa un po' caldo, ma con questo vento, poi, non guasta molto. Loro son qui da due giorni prima di noi, aspettano anche loro la finestra.
Pareva ce ne fosse una domani, ma, era piccolissima, si è già chiusa, sparita, dice la Cristina che studia le carte più di me, ogni cinque ore circa.
E aspetteremo la prossima, diciamonoi, anche se c'è quell'appuntamento, quello con il genoa pesante che sognamo da tempo.
Si. Turista. per qualche giorno. Bagni, passeggiate e cene in taverna.
Bagninooooooooo mi parcheggia il tender per favore????Ma come è gentile lei












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